Performance e prevenzione dei traumi: la prestanza fisica non basta

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  • 18 Febbraio 2018
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propriocezione - prevenzione traumi riabilitazione

La prestanza fisica è indubbiamente fondamentale, soprattutto negli sport di contatto, ma ci sono altri fattori da tenere in considerazione.

Nelle sedute di allenamento si dà fin troppa importanza alla componente fisica, mirando a raggiungere un ottimo grado di performance, puntando sulla forza e massa muscolare. Tutto ciò va a scapito delle capacità coordinative che talvolta vengono accantonate.

Un esempio positivo sotto questo aspetto viene invece dall’allenamento propriocettivo, una forma particolare di addestramento coordinativo che è quasi inesistente nel protocollo di preparazione atletica.

 

Ma iniziamo a definire il termine propriocezione.

La propriocezione è la capacità di percepire il proprio corpo e la sua posizione in relazione all’ambiente.

Questa capacità si può allenare con una serie di esercizi in instabilità al fine di utilizzare dei segnali provenienti dal nostro corpo per mantenere una situazione di controllo e di equilibrio.

Lo scopo è quello di migliorare l’equilibrio e la postura, molto importanti per effettuare gesti atletici e mantenere un assetto corretto in movimento.

Proprio per questo motivo è utile anche a carattere preventivo e/o rieducativo per evitare e risolvere infortuni.

Allenamento propriocettivo: a chi è rivolto?

L’allenamento propriocettivo è rivolto a un target vastissimo, in particolare a:

  • Bambini per riuscire a mantenere un buon grado di attenzione e autocontrollo; utile soprattutto a bimbi agitati ed iperattivi
  • Adulti e adolescenti che vogliono migliorare la postura
  • Adulti e anziani per migliorare l’equilibrio
  • Atleti, soprattutto sciatori, tuffatori e pallavolisti, per mantenere un buon assetto ed equilibrio dinamico ed in volo. Basta pensare quanto è importante un buon equilibrio sugli sci per impostare una curva in velocità e “vincere la gravità”; un buon controllo del proprio corpo in volo che garantisca un’ottima entrata in acqua per un tuffatore e una posizione corretta e bilanciata durante il salto, per esempio, nella pallavolo, nel basket e nell’atletica leggera
  • A coloro che vogliono prevenire e ridurre traumi
  • A coloro che vogliono rieducare il distretto anatomico infortunato, come una distorsione alla caviglia o traumi recidivi. Molte volte, infatti, i traumi danneggiano le strutture contenenti i propriocettori influendo negativamente su controllo del corpo e movimento.

Uno sguardo alla scienza…

L’utilità dell’allenamento propriocettivo

Come abbiamo visto la propriocezione garantisce un buon controllo del movimento.

Alla propriocezione partecipano come “sistema di ricezione dei segnali” i fusi muscolari, i recettori muscolo-tendinei e i meccanorecettori articolari che inviano al sistema nervoso centrale informazioni sulle forze, tensioni muscolari e sulla posizione delle articolazioni.

Questi recettori hanno anche il compito di limitare la velocità di contrazione muscolare nel caso in cui ci sia un eccesso di carico, proteggendo l’apparato locomotore; rilassano la muscolatura nelle pause di lavoro, proteggendola da infortuni da fatica.

 

L’allenamento propriocettivo permette un miglioramento della percezione corporea grazie a un aumento di questi recettori nelle articolazioni, tendini e legamenti, a migliori connessioni e continue risposte di “correzione” da parte del nostro sistema nervoso centrale.

In breve e più semplicemente, questo tipo di allenamento permette una continua correzione dell’assetto del proprio corpo e di alcuni movimenti.

Nella pratica…

Ora vediamo insieme quali possono essere gli esercizi utili a riguardo.

Esercizio 1: in equilibrio su tavoletta propriocettiva

Mantenere l’equilibrio statico su una tavoletta propriocettiva in posizione eretta su 2 piedi (bipodalica) e su un piede (monopodalica).

Equilibrio su tavoletta propriocettiva (esercizio con due piedi o un piede in appoggio)

Esercizio 2: in equilibrio flettendo la gamba in appoggio

Mantenere l’equilibrio su una tavoletta o cuscino propriocettivo e flettere la gamba in appoggio. Questo esercizio permette di migliorare l’equilibrio dinamico e controllare il movimento. Si possono proporre diverse varianti come effettuare lo squat o affondi sempre su supporti instabili.

in equilibrio piegando la gamba in appoggio

Esercizio 3: plank a braccia tese su supporto instabile

Plank a braccia tese su una Bosu Balance (o su cuscino propriocettivo XXL, come in foto) e piedi in appoggio su una tavoletta (v. foto) o su due cuscini propriocettivi. Questo esercizio, oltre ad allenare la propriocezione, attiva la muscolatura del core (soprattutto addominale e lombare).

Plank braccia tese su supporto instabile

Esercizio 4: equilibrio in volo

Effettuare dei balzi e saltelli su una bosu balance o su un tappetino elastico. Utile per migliorare l’equilibrio in volo.

Propriocezione - equilibrio in volo

 

Come detto all’inizio, la prestanza fisica da sola non basta ed è utile accompagnare alla fisicità un buon controllo del proprio corpo.

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Gio
20 Novembre 2018 at 18:09
Laura
Laura
22 Novembre 2018 at 21:28
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Gio
23 Novembre 2018 at 17:58

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